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giovedì 19 Gennaio, 2017 - 18:00
P.zza San marco 1996/d, Venezia
È possibile interpretare la ritualità che si impone in una certa epoca come una modalità di adattamento a una realtà, la nostra, in continuo mutamento, e la formazione di certi miti come spie dello spirito del tempo che stiamo vivendo, lo Zeitgeist. La fotografia trattiene e documenta questo scenario, avviando il processo interpretativo. Attraverso queste immagini, in controluce, vediamo le aspettative, le speranze, le paure che sono sottese al nostro agire. E in tal senso la fotografia non sarà solamente una mera descrizione di ciò che riscontriamo nel reale ma potrà aprire la nostra visione a un momento di riflessione, di giudizio sulla dimensione dell’attualità. Negli scatti viene codificata una grammatica dei Millennials, caratterizzata dalla pervasione dei dispositivi elettronici, che alterano le modalità con le quali ci si rapporta al mondo. Vediamo rappresentata la massa e il singolo che sceglie di perdersi in una compagine umana indistinta. Vi è una rincorsa al soddisfacimento del principio di piacere, in cui perde di consistenza il senso dell’attesa e tutto viene vissuto nell’istante. L’apparente totale libertà, la possibilità di fruire tutto nell’immediatezza, in virtù dell’essere delle cose a portata di mano, in realtà si ribalta nel suo contrario, ovvero una coatta adesione e appiattimento a un agire ricorsivo che chiude e riduce le opportunità.

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