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sabato 18 -
Spazio Mostre Battistella, San Donร di Piave (VE)
"๐๐ฟ๐ฟ๐ผ๐ฟ๐ฒ, ๐ฒ๐ฟ๐ฟ๐ฎ๐ฟ๐ฒ." "๐๐ช๐ฆ๐ค๐ฐ ๐ข๐ญ๐ญ๐ฆ ๐ค๐ฐ๐ญ๐ฑ๐ฆ, ๐ช๐ญ ๐ฅ๐ฆ๐ด๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ ๐ฑ๐ถ๐ฐฬ ๐ฆ๐ด๐ด๐ฆ๐ณ๐ฆ ๐ด๐ฑ๐ช๐ฆ๐ต๐ข๐ต๐ฐ ๐ค๐ฐ๐ฏ ๐ญ๐ฆ ๐ฑ๐ช๐ถฬ ๐ฑ๐ช๐ค๐ค๐ฐ๐ญ๐ฆ ๐ฅ๐ช๐ด๐ต๐ณ๐ข๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ช." ๐ .๐. ๐ฝ๐ค๐ง๐๐๐จ Ho fatto giusto, ho fatto bene? Questo interrogativo ci assilla tutti i giorni, ripetutamente, e la possibilitร di un "errore" spesso condiziona l'agire. Perรฒ, quando c'รจ di mezzo la tecnologia, spesso รจ un sollievo: รจ andata male, il risultato non รจ quello che mi aspettavo, ma non รจ colpa mia, ma della "machina" che ha sbagliato. E cosi, sia nell'espressione artistica digitale che, in parallelo, nella digitazione di un tasto di smartphone o di un computer, ci si crea un'isola di irresponsabilitร . Salvo, poi, rivalutare questo "errore" e la sua influenza sul nostro fare, sotto molti aspetti. Nel mondo della pratica artistica (e qui ci mettiamo anche la fotografia, senza timore di essere smentiti) riconoscere un "errore" รจ esperienza spesso problematica. Ogni artista sa che sbagliare puรฒ anche essere un ๐ฆ๐ณ๐ณ๐ฐ๐ณ๐ฆ di percezione, primo di tutto proprio, e poi, degli altri. E ciรฒ perchรฉ, per dirla tutta e in modo chiaro, l'๐ฆ๐ณ๐ณ๐ฐ๐ณ๐ฆ รจ questione di contesto e di soggettivitร . ๐๐น๐ฒฬ๐บ๐ฒ๐ป๐ ๐๐ต๐ฒฬ๐ฟ๐ผ๐๐ , autore nel 2003 di un fortunato quanto incompleto libro sull'errore, lega il concetto dell'๐ฆ๐ณ๐ณ๐ฐ๐ณ๐ฆ (e il suo utilizzo) in fotografia a quello di ๐ฎ๐ช๐ฎ๐ฆ๐ด๐ช๐ด. In sintesi, ogni deviazione dalla dimensione mimetica viene vista come un fallimento, stante il fondamentale collegamento dell'immagine alla realtร . Ma questa considerazione รจ smentita dalla miglior letteratura sull'argomento in quanto il rapporto con il referente deve venir visto in relazione alle molteplici "๐ค๐ฐ๐ฐ๐ณ๐ฅ๐ช๐ฏ๐ข๐ต๐ฆ ๐ด๐ช๐ฎ๐ฃ๐ฐ๐ญ๐ช๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ฅ๐ฆ๐ต๐ฆ๐ณ๐ฎ๐ช๐ฏ๐ข๐ฏ๐ฐ ๐ฒ๐ถ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ฐ ๐ค๐ฉ๐ฆ ๐ด๐ฑ๐ฆ๐ณ๐ช๐ฎ๐ฆ๐ฏ๐ต๐ช๐ข๐ฎ๐ฐ ๐ค๐ฐ๐ฎ๐ฆ ๐ณ๐ฆ๐ข๐ญ๐ต๐ขฬ" (๐ฆ. ๐ญฬ๐ถ๐ฬ๐ฒ๐ธ). In questo continuo gioco di specchi (opachi) tra qualcosa che chiamiamo ๐ฆ๐ณ๐ณ๐ฐ๐ณ๐ฆ e qualcosa d'altro che individuiamo come "๐ณ๐ฆ๐ข๐ญ๐ต๐ขฬ", ecco le opere fotografiche di questa mostra che si vogliono rivolgere esclusivamente ai fruitori per innescare processi mentali di riconoscimento, disvelamento, appropriazione, rifiuto, adesione, contestazione, ecc. Ciรฒ che si chiede al fruitore รจ di verificare gli "๐ฆ๐ณ๐ณ๐ฐ๐ณ๐ช" esposti e compiere un doppio riconoscimento: quello della realtร e quello dell'๐ฆ๐ณ๐ณ๐ฐ๐ณ๐ฆ fino anche a negarli e ritenere il tutto un processo canzonatorio messo in piedi dall'autore. Di qui, l'errare, ma con un duplice significato: come vagabondare senza riferimenti esteriori del fruitore e come erranza dell'autore nel deserto del reale. ๐ ๐ฎ๐๐๐ถ๐บ๐ผ ๐ฆ๐๐ฒ๐ณ๐ฎ๐ป๐๐๐๐ถ

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