“Se un uomo non si eleva per diventare un angelo, affonda per diventare un diavolo.
(Samuel Taylor)
Nasce a Campolongo Maggiore nel 1964 e nel 1980 inizia a fotografare come scattino per conto di uno studio fotografico a Sottomarina di Chioggia (VE).
Dal 2001 è iscritto alla Fiaf (tessera n.35928) e ha frequentato diversi circoli fotografici della provincia di Padova, attualmente è socio del Circolo Fotografico la Gondola di Venezia.
A differenza di molti miei coetanei che avevano la passione per il pallone, io ero affascinato fin dalla tenera età dalle fotocamere. Mia madre aveva una vecchia fotocamera di cui non ricordo la marca (so solo che utilizzava la pellicola 120 6×6) che usava per ritrarre i vari momenti famigliari ed io da bimbo la prendevo e ci giocavo facendo finta di essere un fotografo.
Era il 1980, l’estate era alle porte, ed io finito la scuola dovevo trovarmi un lavoretto per mantenere i piccoli vizi e la benzina per il ciclomotore; non avevo voglia di fare il cameriere come l’anno precedente, ma volevo imparare a fare il fotografo ed avere tra le mani le fotocamere vere, quelle che non potevo permettermi e che tanto mi affascinavano. Una mattina mi faccio coraggio e vado in un negozio di fotografia che si trova a due passi dal mare, a Sottomarina di Chioggia, entro e timidamente chiedo se hanno bisogno di un dipendente precisando che non sapevo fare niente ma che volevo fare il fotografo. Dopo una breve riflessione, ammette di avere la necessità di uno scattino per la sera, quindi mi da appuntamento il lunedì mattina successivo. Non riuscivo a crederci: finalmente avevo la mia possibilità e sapevo che avrei dato il massimo.
Da quel momento è iniziata l’avventura fotografica che ha segnato la mia vita seppure non abbia potuto intraprendere questa professione, bensì quella dell’autista di camion e successivamente di autobus per la municipalizzata Veneziana.

Dopo aver preso dimestichezza con il negozio e le attrezzature a disposizione, sono stato incaricato a fare lo scattino in riva al mare; i soggetti erano, perlopiù famiglie e compagnie di amici. Così trascorsi la prima estate e quelle a venire, collaboravo per il negozio anche durante le altre stagioni nel tempo libero che rimaneva dopo essermi dedicato allo studio. Con il fotografo sono sempre andato d’accordo era una persona eclettica e geniale e si litigava esclusivamente per un unico punto di vista professionale. Lui diceva “Marzio, noi dobbiamo vendere molta carta, dobbiamo vendere molte foto, più carta vendiamo più si guadagna!” ed io arrabbiato rispondevo “Noi vendevamo attimi di vita, momenti importanti, ricordi indelebili, non carta!!”.

Ricordo che avevamo una camera oscura meravigliosa, mi piaceva moltissimo il profumo degli sviluppi dei fissaggi; le attrezzature erano molto delicate e complesse, a differenza di oggi che è possibile vedere le foto sullo schermo della fotocamera controllando esposizione, iso e parametri vari, per poi con l’editing recuperare l’impensabile! A quei tempi si utilizzavano le Pentax ME super o MX, e quando il fotografo ha visto la mia cura e il mio modo di lavorare, mi ha “premiato” affidandomi un Pentax LX ( e per me era un sogno!) che corredavo con un 28mm un 50mm o un 90mm per i ritratti; avevo sempre un flash Metz a torcia con il relativo accumulatore. Allora non potevi sbagliare nulla, dovevi sempre avere il controllo assoluto del tempo di scatto, sincro x se utilizzavi il flash, diaframma, e soprattutto messa a fuoco che era manuale.
Successivamente, ho acquistato un corredo Olympus OM1 e OM2n con il classico trittico 28/50/135 e con quello ho consumato centinaia di rullini Diapositive e BN che ancora conservo e che un giorno dovrò decidermi di scannerizzare. Il passaggio dalla pellicola che adoravo, al digitale è stato drammatico: ore e ore a studiare i menù di queste fotocamere moderne che mi davano una sensazione di vuoto assoluto, l’uso del pc, la parola “file” che mi metteva a disagio, per non parlare dei nuovi formati! Avevo la sensazione di non avere nulla di materiale in mano. Lasciare le mie Nikon F5 ed F 100 due gioielli di meccanica e tecnologia analogica per passare ai nuovi modelli senza un dorso da aprire è stato molto difficile. Ero abituato a scattare con parsimonia, pensando, ragionando e cercando l’attimo giusto, inquadrando alla perfezione, con l’orizzonte in bolla, seguendo la regola dei terzi, controllando tutto il fotogramma nel mirino per evitare di avere elementi di disturbo (utilizzavo la Velvia 50 o la Ektachrome 100).

Oggi invece tutto ciò non conta più nulla, si scatta a raffica. Non ho fatto corsi specifici per utilizzare il PC o i programmi di post produzione, ho imparato da solo con i tutorial o con l’aiuto di qualche amico fotografo e frequentando i circoli.
La mia nuova vita fotografica, inizia nel 1994, l’anno del mio matrimonio e grazie al supporto di mia moglie, vendetti tutto il vecchio corredo Olympus, oramai obsoleto e acquistai una Nikon a pellicola. Moltissime sono state le fotocamere che ho cambiato: alcune le ho consumate, con altre non avevo feeling, ma tra Nikon, Fuji, Leica e ora Sony con relative ottiche e accessori ho sicuramente speso un patrimonio, ma non me ne dispiaccio, ho avuto moltissime soddisfazioni. Sarò sempre grato a mia moglie per avermi dato l’input e per non avermi mai ostacolato.

Amo fotografare le persone in ogni contesto ed in ogni situazione. Il fotografo dello studio che mi ha insegnato a fotografare, mi diceva sempre che bisogna pre-vedere l’immagine: “devi anticipare il momento del soggetto per non farti cogliere impreparato e, quando devi ritrarre delle persone, prima scatti e poi se è il caso chiedi il permesso!” Queste sue indicazioni fanno ormai parte di me e di questo gliene sarò sempre grato. Molte delle mie Opere le ho realizzate con questa “filosofia” e sono convinto che se avessi chiesto il permesso per scattare, le foto le avrei sicuramente cestinate.
In tutti questi anni, ho ammirato e studiato molti autori attraverso mostre e acquistando libri, immergendomi nelle loro Opere e traendo spunto per i miei progetti. Il circolo “ La Gondola “ è molto attivo per quanto riguarda lo studio e la conoscenza dei grandi fotografi sia contemporanei e concettuali, che gli autori classici più noti, affrontando serate di dibattito e discussione.
Gli autori che preferisco e dai quali ho tratto ispirazione sono Henri Cartier-Bresson, Elliott Erwitt, Robert Doisneau, Gianni Berengo Gardin e Alex Webb, tutti autori dove la figura umana è il fil rouge che li accomuna.
Negli anni ho avuto molte soddisfazioni partecipando ai concorsi nazionali e internazionali ottenendo numerosi riconoscimenti. È difficile dire quali siano quelli che mi hanno dato più soddisfazione nel vedere apprezzata una mia Opera; so solo che ogni premio, ma soprattutto ogni premiazione a cui ho avuto modo di presenziare, mi ha fatto conoscere fotografi e organizzatori dove la stima reciproca e lo scambio di esperienze ha dato inizio a delle belle amicizie.
Tra i riconoscimenti più importanti, ci sono il XVII Trofeo Gran Tour delle Colline e il Primo Premio al Trieremberg Super Circuit 2014. Ha ricevuto nel 2012 l’onorificenza AFI (Artista Fotografo Italiano), nel 2013 l’AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique), nel 2015 l’EFIAP (Excellence de la Federation Internationale de L’Art Photographique) e nel 2018 l’EFIAP/b (Excellence de la Federation Internationale de L’Art Photographique Bronze). Nel 2014 con la squadra Italiana conquista la Coppa del Mondo FIAP per immagini proiettate con tema “ Amicizia e Solidarietà “. Nel 2015 con la squadra Italiana conquista la medaglia d’oro alla Coppa del Mondo FIAP nella 28° Biennale per immagini proiettate svoltasi in Indonesia. Notevole successo ha riscontrato nel 2015 la mostra itinerante “Non ti scordar di me” realizzata per la Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Padova, con l’intento di sensibilizzare i visitatori sul tema delle adozioni, dare visibilità agli ospiti del Rifugio del cane di Rubano e raccogliere fondi necessari alla loro cura. Questo lavoro è stato inoltre inserito nel progetto nazionale FIAF “Tanti per Tutti, viaggio nel volontariato italiano”. Nel 2017 con la squadra Italiana conquista la Coppa del Mondo FIAP e la medaglia d’argento individuale per stampe a colori nell’edizione svoltasi in Norvegia, con tema “Lo Sport: un mezzo per l’integrazione del disabile “. Nel 2018 con il Circolo Fotografico La Gondola E.F.I. espone a Palazzetto Tito Dorsoduro Venezia in occasione del 70° Anniversario del Circolo con la mostra “Codice Sorgente 1948/2018”.
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